Attenzione! Opera d’arte site specific!
8 ottobre 2009
Se notate una chilometrica passatoia rossa che si srotola dalla sommità della nuova Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, un enorme masso-salvadanaio nel quadriportico del Sentierone di Bergamo, oppure, al calar del sole, vi trovate dentro una scultura luminosa davanti al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti, o in mezzo a proiezioni luminose in Piazza Libertà a Lissone, e infine se una donna misteriosa vi saluta da una finestra appannata della Fondazione Stelline, non preoccupatevi: siete nel bel mezzo di un’opera d’arte site specific, cioè concepita per un determinato luogo.
Dieci musei d’arte contemporanea lombardi ospitano dal 3 ottobre 2009 al 31 gennaio 2010 dieci opere realizzate ad hoc, e una videoinstallazione dell’israeliana Ofrii Cnaani in ciascuna sede. Si tratta di Twister, il primo progetto della rete dei musei lombardi per l’arte contemporanea nato allo scopo di selezionare, esporre ed acquisire opere di arte contemporanea site specific/site related, progettate e prodotte ad hoc tramite un concorso internazionale.
La Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia con la collaborazione della Fondazione Cariplo hanno offerto alla rete dei musei d’arte contemporanea la possibilità concreta di acquisire opere d’arte contemporanea nelle proprie collezioni permanenti. Un importante concorso internazionale a inviti ha selezionato dieci artisti ai quali si è chiesto di progettare un’opera studiata ad hoc per ciascuno dei dieci musei o in relazione con essi, non invasiva né monumentale, realizzata per rimanere stabilmente nelle collezioni permanenti. Gli spazi a disposizione per gli interventi artistici non sono le sale espositive, ma lo spazio di ogni museo in senso ampio, all’interno e all’esterno, con attenzione agli “spazi di rispetto” attorno al museo stesso e al tessuto urbano e territoriale circostante.
Ecco i dieci musei lombardi, con autore e titolo dell’opera acquistata ed esposta. Tutte sono, in modi differenti, improntate al rapporto tra museo e suo territorio.
Nell’area milanese:
- Fondazione Stelline a Milano: Mario Airò, “Loto” (realizzata in fibre ottiche full-light, segna uno spazio di collegamento tra un’ala espositiva e un’altra del Palazzo)
- Museo del Novecento a Milano: Marzia Migliora, “Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia-Roland Bartes” (originale percorso di visita alle collezioni permanenti del museo).
- Museo d’arte contemporanea di Lissone (MI), Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini: “Forse possiamo anche fare una mappa per perdersi” (poetica mappa cittadina realizzata con i bambini di Lissone per mettere il relazione il museo con la città).
A Bergamo:
- GAMeC - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Lara Favaretto, “Monumento momentaneo” (un richiamo alla solidarietà, nel Quadriportico del Sentierone, in favore dell’associazione di don Fausto Resini)
Nell’area varesina:
- Fai/Villa Panza (Varese): Chiara Dynys, “Dietro di sé (segno luminoso che appare tra la nebbia nel tempietto del parco).
- Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio (VA): Madame Duplok, “Per grazia ricevuta” (manifesti nelle strade e tessere sulla facciata del museo come richiamo e memoria pubblica).
- Gam - Galleria d’Arte Moderna di Gallarate (VA): Massimo Bartolini, “Un paesaggio da lontano” (intervento di grande leggerezza sulla cancellata tra il museo e la città).
- Ancora al Gam di Gallarate, per il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate: Mik e Dirk Löbbert, “Welcome” (enorme tappeto rosso che dà il benvenuto alla sede).
Nell’area mantovana:
- MAM Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti (MN): Carlo Bernardini, “Codice spaziale” (installazione neon all’esterno del museo)
- Galleria del Premio Suzzara (MN): Loris Cecchini, “Untitled” (sorta di roulotte di sfere argentate che funzionerà come info-point).
A queste opere ne va aggiunta un’undicesima, quella dell’artista israeliana Ofri Cnaani, “Dreams & Dramas”, consistente in dieci videoinstallazioni in tutti i musei.
Quindi, mano alla cartina della Lombardia, e si parte per una immersione spazio temporale senza precedenti.
Alcune opere sono meglio fruibili con il buio: MAM di Gazoldo degli Ippoliti, Fai/Villa Panza (Varese), Museo d’arte contemporanea di Lissone (MI), e in generale quelle dell’artista Ofri Cnaani in tutti i siti.
E in molti casi, non è proibito toccare.